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Ubisoft Italia chiude, ma resta aperto lo studio di Milano

Ubisoft ha annunciato la chiusura di Ubisoft Italia, la filiale del gruppo che nel nostro Paese si è occupata finora della distribuzione e della promozione dei videogiochi prodotti dall’azienda francese.

La decisione di Ubisoft si inserisce nel processo di riorganizzazione europea che sta interessando diverse filiali del gruppo a seguito delle difficoltà incontrate sul mercato da alcuni dei più titoli lanciati di recente, giochi su cui l’azienda puntava molto ma che non hanno ottenuto il successo sperato.

Per quanto riguarda l’Italia, la scelta si è tradotta quindi la chiusura della sede di Assago e nel licenziamento di 14 dipendenti, almeno stando alle informazioni riportate da alcuni organi di stampa. Rimane invece attivo Ubisoft Milan, lo studio di sviluppo milanese che di recente ha realizzato il videogioco Mario + Rabbids: Sparks of Hope, peraltro uno dei prodotti che non ha raggiunto gli obiettivi di vendita prefissati.

Secondo quanto si apprende, Ubisoft Italia è stata messa in liquidazione lo scorso 23 febbraio, mentre la comunicazione ufficiale si limita a non rilasciare informazioni:

La divisione di Publishing di Ubisoft sta lavorando a una riorganizzazione delle sue filiali europee. Si tratta di un processo attualmente in corso e non abbiamo ulteriori dettagli da condividere in questa fase. Si prega di notare che, in quanto parte del ramo di Ubisoft dedicato allo sviluppo, Ubisoft Milan non è coinvolta in tale riorganizzazione.

Ubisoft, che di recente ha rivisto le previsioni finanziarie a causa di perdite stimate di circa 500 milioni di euro entro la fine dell’anno (le precedenti previsioni parlavano di un guadagno di 400 milioni di euro), si concentrerà adesso su quelle saghe videoludiche che nel corso degli anni hanno dato le maggiori soddisfazioni al gruppo francese.

Fra i titoli su cui Ubisoft continuerà a puntare ci sono i giochi delle serie Assassin’s Creed, Far Cry, Tom Clancy’s Ghost Recon, Tom Clancy’s Rainbow Six e Tom Clancy’s The Division, tutti giochi diventati dei veri e propri marchi globali grazie ai quali l’azienda spera di recuperare lo smalto di un tempo.

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