Diritti TV Sky: respinto il ricorso contro il divieto di esclusiva Internet

Aggiornamento: inserita alla fine dell’articolo la nota stampa diffusa da Sky in risposta alla sentenza del Consiglio di Stato.

Sky Italia non potrà acquistare diritti tv in esclusiva sulla piattaforma Internet fino al 2022. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso della pay-TV contro la misura impostale nell’ambito dell’operazione di acquisto risalente al 2018, in seguito comunque annullata, del ramo di azienda R2 facente capo all’allora Mediaset Premium.

Sky: niente esclusiva online per i diritti TV della Serie A

L’effetto più evidente di questa decisione si farà sentire nelle future aste dei diritti televisivi, soprattutto quelle sportive e calcistiche in particolare a cui l’azienda guidata da Maximo Ibarra prenderà parte.

Stante così le cose, infatti, Sky potrà partecipare alla prossima asta per i diritti TV della Serie A, ma non potrà acquistare pacchetti di partite in esclusiva per la trasmissione online.

Gli effetti del divieto di esclusiva su Sky via Internet e Now TV

Lo stesso discorso varrà fino al 2022 anche per il cinema, le serie TV e per qualsiasi altra tipologia di contenuti. Ad essere interessate saranno le offerte commerciali Sky via Internet e il servizio in streaming Now TV, che nei prossimi anni potrebbero dover “condividere” parte della programmazione con altri servizi concorrenti, senza poter offrire quindi contenuti esclusivi.

Tale limitazione è stata imposta dall’Antitrust come condizione per il via libera all’acquisizione di R2 da Mediaset. Sky ha cercato di far valere la tesi secondo cui le condizioni alla base del provvedimento non avrebbero più motivo di sussistere, in quanto l’acquisizione di R2 non si è mai concretizzata.

La sentenza del Consiglio di Stato ha invece ribadito la validità del divieto di esclusiva, per cui la pay-TV di Comcast sarà adesso costretta a rivedere il proprio approccio alle prossime fondamentali aste per i diritti sportivi e non solo a cui parteciperà nei prossimi anni.

La risposta di Sky: divieto ingiusto e sproporzionato

Sky prende atto della decisione del Consiglio di Stato, con cui, confermando la propria deliberazione dello scorso 4 giugno, è stata annullata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio in merito ai rimedi imposti dell’Agcm sulla vicenda R2. Tuttavia, non essendo mai stata finalizzata l’operazione di acquisto della piattaforma R2, Sky continua a ritenere che il divieto di acquisire esclusive su internet imposto dall’Agcm e oggi confermato dal Consiglio di Stato, sia di fatto ingiustificato e sproporzionato, a maggior ragione se si considera l’attuale configurazione del mercato e il continuo ingresso di nuovi player internazionali. Questa decisione limita inevitabilmente lo spazio di azione dell’azienda e rischia di acuire ulteriormente gli svantaggi e le penalizzazioni già subite da Sky, rispetto agli operatori internet che beneficiano di evidenti asimmetrie normative e fiscali e di economia di scala straordinarie. La sentenza non riguarda i diritti acquisiti in esclusiva da Sky prima del maggio 2019 come ad esempio l’attuale stagione della serie A, della Champions League e dell’Europa League.

La risposta di Sky conferma la delicatezza della situazione soprattutto in vista dell’assegnazione dei diritti TV per le prossime stagioni di Serie A. La sentenza potrebbe infatti stravolgere un mercato che finora ha sempre visto Sky recitare un ruolo predominante, sotto l’aspetto economico e mediatico, negli equilibri del calcio italiano.