Chiusura Rai Sport e Rai Storia: il CdA della Rai esclude ogni possibilità

La chiusura di Rai Sport e Rai Storia di cui si è parlato nelle ultime settimane sembra scongiurata, almeno per il momento. È questa la direzione emersa dal consiglio d’amministrazione della Rai riunitosi ieri in viale Mazzini sotto la presidenza di Marcello Foa.

Il CdA ha visto anche la presenza dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, che ha spiegato la posizione dell’azienda verso i due canali escludendo di fatto una loro chiusura o eventuali accorpamenti.

La chiusura di Rai Sport e Rai Storia valutata per far fronte alle difficoltà economiche della Rai

Il comunicato stampa diffuso dalla Rai riporta testualmente:

L’Amministratore delegato ha affermato che le ipotesi relative a chiusure o accorpamenti del canale Rai Storia e del canale Rai Sport sono riconducibili a simulazioni e scenari volti ad affrontare la situazione economica ma non c’è alcuna volontà di chiudere né accorpare i suddetti canali e ha anzi confermato l’impegno per rafforzare ulteriormente l’offerta culturale della Rai in un momento particolarmente difficile per il  Paese.

Rai Sport e Rai Storia sono finiti di recente sotto il mirino della dirigenza Rai nell’ottica di un contenimento dei costi che potrebbe portare ad un taglio del numero dei canali.

Le dichiarazioni dell’AD Salini confermano che l’ipotesi di tagliare Rai Sport e Rai Storia è effettivamente stata presa in considerazione, ma che si è deciso di non procedere a chiusure o accorpamenti anche in considerazione del valore di servizio pubblico che i due canali rappresentano.

Il valore di servizio pubblico rappresentato da Rai Sport e Rai Storia

Su Rai Sport trovano infatti posto numerosissime discipline “minori” che, pur essendo praticate da milioni di appassionati in Italia, difficilmente troverebbero spazio sui palinsesti degli altri canali Rai.

Per quanto riguarda invece Rai Storia, la sua importanza sotto l’aspetto della divulgazione e della memoria storica del Paese lo rendono un canale unico nel suo genere nell’intero panorama televisivo italiano.

Una Rai che dimentica la sua natura pubblica per inseguire gli ascolti

La scelta di continuare a tenere in vita i due canali, quindi, non fa altro che rafforzare quel ruolo di servizio pubblico a cui la Rai, talvolta, sembra voler disattendere per inseguire la logica degli ascolti TV e dei ricavi.

Si tratta, insomma, di un modo di pensare proprio di un’emittente privata piuttosto che di un’azienda pubblica finanziata in gran parte con i soldi del canone televisivo versato dai cittadini. Un aspetto, questo, che non dovrebbe mai essere dimenticato.